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BASILEA: CITTÀ FIERISTICA

Dal programma della muba fino alle piante verdi mancanti

Testo: Susanne Wagner / Immagini: Jürg Waldmeier /

All’incirca 630 espositori si presentano alla fiera campionaria di Basilea, forniscono informazioni sui loro prodotti e permettono la degustazione ai clienti. Pochi sanno però quanto lavoro si nasconda dietro le quinte della più antica fiera aperta al pubblico della Svizzera o di qualsiasi altra grande fiera. Durante le ultime settimane prima dell’apertura della fiera, la direttrice Kay Schmid e il suo team lavorano a pieno regime.

La sottile lancetta dei secondi, lunga diversi metri, gira lentamente ma incessantemente, sopra l’ingresso del padiglione 2 della fiera campionaria di Basilea. L’enorme orologio posto sulla facciata in vetro non rappresenta soltanto un emblema tradizionale della fiera, ma è anche un segno del conto alla rovescia per gli 80 collaboratori che lavorano dietro le quinte della fiera campionaria di Basilea (in breve muba). Quattro settimane prima dell'apertura, per la direttrice 40enne Kay Schmid e il suo team composto da 6 collaboratori, i giorni lavorativi sono molto intensi e l’agenda è un brulichio di appuntamenti. In questi giorni si devono stabilire con precisione certosina i dettagli e si devono prendere le ultime decisioni. «Ora mettiamo in pratica tutto ciò che abbiamo elaborato sulla carta per settimane e i mesi.»

muba in cifre
– 1 350 viaggi per la consegna del materiale
– 8 chilometri di cavi posati
– 56 000 metri quadrati di tappeti, che equivalgono a 8 campi da calcio
– 121 tonnellate di rifiuti, suddivisi e per la maggior parte destinati al riciclo

Spesso si tratta di affrontare gli ultimi incontri, come ad esempio quello di venerdì mattina con gli stand della ristorazione nell’area davanti all’ingresso. I visitatori potranno placare la fame e la sete presso i piccoli stand gastronomici, in una grande «baita della fonduta» e nel «Hiehnerstall» con bibite refrigerate e stuzzichini di pollo. Kay Schmid: «Il nocciolo della discussione è dato da temi pratici quali l’offerta culinaria, l’allestimento della baita e l’equipaggiamento della cucina.»

Iscrizioni all’ultimo minuto
Non c’è da sorprendersi: sono ancora disponibili gli ultimi posti per gli espositori. La maggior parte dei gestori prenotano la loro postazione già un anno prima, ma numerosi indecisi la prenotano invece quasi all’ultimo minuto. Anche le iscrizioni poche settimane prima dell’apertura sono questioni del tutto normali per una fiera aperta al pubblico, spiega Kay Schmid. Spesso si tratta di piccole aziende di start-up che maturano in maniera del tutto repentina la decisione di prendere parte alla muba.

Dall’estero giungono parecchi espositori: quest’anno sono parecchi i commercianti e le organizzazioni di commercio dall'India e dalla Cina, che propongono di vendere sciarpe o gioielli. Vengono assistiti in tutto e per tutto dal team organizzativo della fiera, sia per questioni relative alla gestione dello stand che per la determinazione del dazio. Anche i lavori di preparazione per l’accoglienza del Paese ospite, che quest'anno è il Marocco, non sono esclusi da questo trattamento e mantengono il team sempre all’opera. Spesso sono coinvolte persone di diverse culture e dalle più disparate mentalità: sono pertanto richiesti flessibilità e impegno da parte di tutti. A questo proposito il team della fiera ha ricevuto solo di recente e con un po’ di ritardo i progetti per lo stand. La ricerca del Paese ospite inizia con due anni di anticipo, prima di tutti i lavori.

Sviluppo continuo del programma della fiera
«Iniziamo la pianificazione della Fiera circa un anno prima dell’inaugurazione» così afferma Kay Schmid. Dietro alla fiera, per il team muba, si nascondono approssimativamente 20 000 ore di lavoro, di cui 2 000 spese per le riunioni. Le ore di lavoro dei gestori degli stand non rientrano in questo calcolo. I 160 000 visitatori che ogni anno prendono d’assalto la tradizionale fiera muba ne apprezzano il mix di shopping, intrattenimento e vita sociale. Ogni anno, il team elabora le idee sulle esposizioni di punta, partendo da brainstorming svoltisi nel corso di numerose riunioni. Il tema della salute viene trattato con attenzione all’attualità, puntando in maniera mirata sul fattore prevenzione con uno stand della Lega contro il cancro. Kay Schmid e il suo team si occupano di rinnovare anche il settore Famiglia e Sport: «Sviluppiamo di continuo i settori e analizziamo costantemente se se siamo sulla strada giusta.» Per un effetto sorpresa, lo stand «Stille Nacht» («Stille Nacht», letteralmente «notte tranquilla», è il titolo originale tedesco della canzone natalizia «Astro del Ciel»), che non ha niente a che vedere con il Natale, si occupa del tema molto attuale delle emissioni acustiche e luminose durante la notte.

Al team organizzativo della fiera sono richieste pazienza e sensibilità durante la gestione della collocazione degli stand. Nonostante l'intero team si sforzi di incastrare tutti i pezzi del puzzle, non tutti i desideri possono essere esauditi. I lavori relativi alla sicurezza dell’area, all’ordinazione dei tappeti giusti, alla gestione dell’area per bambini, all'ingaggio delle hostess o alla cura della guida dei visitatori rientrano tra le «rifiniture» dei preparativi da svolgere poche settimane prima dell’apertura. E poi ci si chiede: dove si collocano i cartelli che indicano ai visitatori la strada giusta quando scendono dal tram? Come si realizza una superficie vuota sotto a una scala mobile? Dove si ha ancora bisogno di una pianta verde?

Una breve tregua prima dell’apertura
Circa una settimana prima della fiera il lavoro è un po’ più tranquillo per Kay Schmid, ma è destinato a crescere di nuovo in modo esponenziale all’apertura della fiera. Nell’ultima settimana, gli espositori iniziano a montare i propri stand: i gestori degli stand maggiori collaborano con dei professionisti del settore che collocano con precisione lo stand seguendo il progetto e curano la presentazione secondo i desideri del committente. Di fatto Kay Schmid non ha direttamente a che fare con gli artigiani, poiché per il collegamento elettrico e idraulico e per gli interventi in loco relativi all'illuminazione e al suono sono responsabili i collaboratori delle ditte partner. Ma la direttrice della fiera e il suo team negli ultimi giorni di preparativi si fanno un’idea della fiera spostandosi quotidianamente tra i padiglioni: «Captiamo chi tra gli espositori è già arrivato e chi invece manca ancora e controlliamo se tutti si sono collocati alla postazione designata.»

Il giovedì prima dell’apertura si svolge l’ultimo giro, nel quale viene controllato tutto per l’ultima volta e si interviene con degli accorgimenti estetici. Agli occhi attenti di Kay Schmid non sfugge niente: né la più piccola porzione di tappeto mancante, né la fessura della parete attraverso la quale si intravedono i cavi. Dopo l’apertura ufficiale, con l’arrivo dei media, com’è giusto che sia, si tira un sospiro di sollievo. Poi si mischia tra il pubblico e ascolta i commenti della gente. La direttrice della fiera ritiene molto avvincenti queste testimonianze dirette. Kay Schmid: «Quando passeggiamo tra gli stand della fiera, vediamo concretamente il risultato di un anno di lavoro. Ed è una sensazione magnifica!»

Maggiori informazioni sulla muba e sulle altre fiere a Basilea su:
www.muba.ch
www.mch-group.com
 

Categoria:

cultura

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