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L’incontro

Tanja Klein – «kleinbasel»

Testo: Nathalie Zeller / Video: Safak Avci / Immagini: Jürg Waldmeier, Phillip Jecker / 16.03.2016

«kleinbasel» è sinonimo di abiti, borse di pelle e accessori da donna intramontabili, prodotti con materiali naturali e pregiati in Svizzera ed Europa. Sono un connubio di artigianato tradizionale, qualità e stile.

Tanja Klein è una donna con la passione per la moda, l'artigianato, la pelle e i tessuti, che possiede un proprio marchio. Immergetevi nel mondo di kleinbasel e lasciatevi ispirare!

Qual è l’idea alla base di «kleinbasel»? Come ci è arrivata?
Dopo aver completato il mio corso di studi in design, non riuscivo a trovare lavoro a Basilea e così pensai di crearmene uno da sola (ride). Non mi occupo esclusivamente di design e questo mi piace; anche le vendite, il contatto con i clienti e il marketing sono aspetti importanti nella mia vita quotidiana. Apprezzo molto questa varietà e la continua evoluzione della mia professione. La produzione sostenibile mi sta molto a cuore. Realizziamo i nostri prodotti in Europa, le borse ad esempio in Ticino. Una scelta controcorrente, proprio come quella delle produzioni in serie limitata.

Cosa è cambiato in tutti questi anni da quando ha lanciato «kleinbasel»?
Il marchio kleinbasel è nato nel 2001. Da allora tante cose sono cambiate. Inizialmente ero sola e poi si è aggiunta una stagista. Oggi siamo in nove e abbiamo due negozi, uno a Basilea e uno a Zurigo. kleinbasel ha avuto una crescita costante, il lavoro è diventato più interessante, più vario e ricco perché abbiamo molte più possibilità nel design. Oggi, ad esempio, confezioniamo anche cappotti, cosa che in passato non potevamo permetterci a causa degli elevati costi di investimento.

«Nelle fiere mi faccio guidare da ciò che mi piace. Evito invece ciò che non mi piace.»

Quando dice più interessante si riferisce al fatto che ci sono maggiori possibilità?
Sì, le collezioni sono diventate più ricche, anche per quanto riguarda le borse. Inoltre la rete di partner di produzione si è ampliata e sono nati così tanti contatti diversi. Ma questa è solo una faccia della medaglia, quella che riguarda il design e i prodotti. L’altro aspetto riguarda le vendite. Oggi vantiamo un segmento di clienti più ampio: abbiamo clienti abituali e di passaggio, clienti interessati al corporate fashion ed esercizi commerciali che acquistano i nostri capi – i nostri orizzonti si sono ampliati. Il marchio «kleinbasel» è cambiato tanto e ha avuto uno sviluppo enorme.

Cosa contraddistingue «kleinbasel»?
La differenza più evidente tra noi e altri label comparabili è il concept globale: da «kleinbasel» lo rielaboriamo ex novo a ogni stagione. Non realizziamo collezioni modulari e non produciamo capi che venderemo per anni, ma a ogni stagione creiamo tutto ex novo, confezioniamo tutti i pezzi con nuovi colori, tessuti e tagli partendo da zero. È un lavoro immane! Ogni stagione proponiamo una nuova collezione basata su un concept coordinato, con pantaloni, gonne, camicette, giacche e borse – tutto perfettamente abbinabile. Ecco cosa contraddistingue «kleinbasel».

Che rapporto ha con le clienti abituali? Si confronta con loro?
Una o due volte a settimana mi occupo io stessa della vendita in negozio. È un’esperienza che mi ispira in modo sempre nuovo. Apprezzo molto i riscontri diretti e sinceri, sono molto importanti per me. Li ricevo sia dal mio personale di vendita che dalle clienti stesse.

Vuole sapere cosa pensano le clienti di «kleinbasel»? Senta un po’ qua!

Come è arrivata al nome «kleinbasel»?
È un gioco di parole che prende spunto dal mio cognome e dal quartiere Kleinbasel in cui si trova il mio primo negozio. Al tempo studiavo a Zurigo e come tutti i basilesi pensavo «Mah! Questi zurighesi...» (ride). Scherzi a parte, al tempo non volevo che il mio nome fosse contenuto per intero in quello del marchio, cosa che oggi sembra essere un po’ problematica talvolta.

Perché?
È un nome che divide un po’ gli animi, appunto perché contiene la parola «Basel». Ma le cose stanno così.

Cosa contraddistingue la collezione estate 2016?
Tantissimi colori! Dal giallo all’argento, dal rosa all’oro. È molto fresca e con fantastici motivi a pois. Come sempre la collezione è coordinata agli accessori in modo da poter abbinare facilmente i singoli capi alle borse. Anche per me è sempre entusiasmante scoprire come il mio team di vendita mette in scena la nuova collezione nel negozio: i singoli pezzi vengono combinati in modo sempre nuovo e straordinario.

La collezione estate 2016

Da dove trae ispirazione per le nuove collezioni?
Amo viaggiare e mi piace l’arte. Sono anche appassionata di film. Non faccio tante ricerche, mi affido molto alla mia inventiva. Ovviamente trovo ispirazione anche nei materiali. Nelle fiere mi faccio guidare da ciò che mi piace. Evito invece ciò che non mi piace.

Dunque molta ispirazione le viene dal suo quotidiano?
Sì, diciamo di sì. E dai viaggi. Sono stata più volte in Marocco dove ci sono tante cose interessanti da vedere. Ciò che conta sono i momenti di relax, i materiali, i colori e le forme. L’uno tira l’altro. Dopo aver disegnato un pantalone, ad esempio, penso a cosa poterci abbinare e così passo da un capo all'altro.

«Le mie clienti apprezzano il fatto che le collezioni siano prodotte da noi e non in Cina come merci di massa.»

Come esprime nella moda il concetto di «individualità», ovvero il bisogno di creare un proprio stile, in opposizione a quello di «universalità», ovvero il desiderio di non distinguersi troppo dalla massa?
Questo tema ha molto a che fare con la riflessione su se stessi, un argomento che conosco per esperienza diretta: vorrei indossare qualcosa di speciale, ma senza farmi notare troppo, o per lo meno solo un po’. Da «kleinbasel» abbiamo dei limiti ben definiti, in quanto so perfettamente che ci sono capi che nessuno acquisterebbe. Oppure che io stessa non indosserei perché troppo originali o troppo esclusivi. Ad esempio non realizziamo minigonne. E neppure le T-shirt basic, lasciamo che siano gli altri a farlo. Ciononostante ogni pezzo di una collezione deve avere un proprio carattere. Ogni singolo abito deve avere una sua ragion d’essere, in quanto normalmente si sceglie un capo che dovrebbe donare particolarmente alla cliente e quindi suscitare emozioni. Si tratta di trovare il giusto equilibrio. Ovviamente è già successo che abbiamo prodotto pezzi invendibili. Ciò può dipendere dal prezzo, dal colore, dal taglio...

Anche in questo tema, quindi, si ispira molto a se stessa?
A me stessa e alla cliente, che è una tipologia facilmente connotabile: la maggior parte delle donne a Basilea si sposta in bicicletta e quindi gli abiti devono essere pratici. Le mie clienti hanno solitamente tra i 30 e i 55 anni e molte sono interessate al tema della sostenibilità. Molte lavorano nel sociale, alcune sono grafiche o architette. Le mie clienti apprezzano il fatto che le collezioni siano prodotte da noi e non in Cina come merci di massa.

Lasciatevi ispirare e venite a trovarci: online su www.kleinbasel.net oppure direttamente nei punti vendita di Basilea e Zurigo!

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