Ricercare e filtrare contenuti

Story

I concept store vi semplificano la vita

Testo: Hugo Vuyk / Foto: messe a disposizione / 23.08.2017

Avete trovato i pantaloni perfetti per voi e ora siete alla ricerca di un vaso che esprima lo stesso stile? In un concept store avete buone probabilità di trovarlo. Questo genere di negozio è sempre più apprezzato in Svizzera. Ma cosa si nasconde dietro questo trend?

Sebbene il nome possa far pensare all'America, il concept store è un'invenzione tutta europea: l'idea di allineare l'intera offerta di un negozio a uno stile di vita specifico è stata messa in pratica negli anni '90 con «10 Corso Como» a Milano e con «Colette» a Parigi. Carla Sozzani, titolare di «10 Corso Como» e precedentemente caporedattrice di Vogue per diversi anni, spiega in varie interviste come è arrivata a creare il suo concept store: «Mi mancava il confronto diretto con il pubblico. E così mi è venuta l'idea di una rivista quasi vivente, in cui uno stile di vita non solo viene raccontato, ma può anche essere toccato con mano.»

In uno spazio ristrettissimo, solitamente pari alle dimensioni di una boutique, il concept store vi offre una combinazione di prodotti di alta qualità provenienti dai settori più svariati. Quasi come in un grande magazzino, solo con un assortimento più ristretto, accuratamente selezionato e perfettamente coordinato.

Nel concept store in cui avete acquistato i pantaloni dei vostri sogni potete trovare idealmente anche la cintura e gli occhiali giusti da abbinare o persino una sedia. Il mix di prodotti più frequentemente proposto nei concept store include abbigliamento, calzature, accessori e piccoli mobili. A questi si aggiungono talvolta libri e CD o dischi, cosmetici e generi alimentari. Questo modello commerciale raccoglie ampi consensi tra i consumatori e lo dimostra il fatto che nel frattempo diversi concept store sono andati ad arricchire l'offerta di molte città svizzere.

5 domande a Claudia Desax di Opia a Zurigo
Claudia Desax gestisce da nove anni Opia, un concept store incentrato sulle mode provenienti da Asia, Europa e Svizzera. Da due anni il suo negozio si trova nella Europaallee a Zurigo.

Cosa contraddistingue un concept store secondo lei?
L'assortimento deve differenziarsi chiaramente da quello di un grande magazzino così come da quello di una boutique di abbigliamento. Devo poter presentare ai clienti articoli selezionati e mondi emozionali che non puntano sui marchi del mercato di massa. Più che venditori vedo me stessa e il team di Opia nei panni di curatori che compongono gli assortimenti con cura per i clienti. E se l'abbigliamento rappresenta il fulcro dell'offerta, non possono mancare secondo me prodotti affini come gli occhiali da sole, i gioielli e le borse.

Come è arrivata a creare il suo assortimento di prodotti?
Si tratta per lo più di un processo di sviluppo organico: ho iniziato con un label, ho ricevuto vari consigli e cercato delle integrazioni. Ovviamente l'offerta di un concept store è legata sempre anche alle passioni e agli interessi personali del titolare o della titolare. Una caratteristica che contraddistingue un concept store è sicuramente anche il fatto di essere spesso lo specchio di una singola persona e non il risultato di un team strategico.

Dove trova l'ispirazione per i nuovi prodotti? Naviga continuamente da un sito all'altro e fa tanti viaggi?
Quest'ultima cosa mi piacerebbe tanto! Le idee mi nascono innanzitutto in testa, durante una passeggiata lungo la Limmat o sulle sponde del lago. Oppure parlando con le persone e anche quando visito altre città. Le idee mi vengono nel 99% dei casi offline, uso il web solo in un secondo momento appositamente per cercare possibili realizzazioni delle mie idee.

Molto importante per un concept store è l'esperienza di acquisto personale. Come si inserisce il suo shop online in questa visione?
Da una parte svolge una funzione di vetrina sia per i clienti sia per i fornitori, che in questo modo possono farsi un'idea dei nostri mondi emozionali. Spesso le persone che visitano il nostro sito web ci chiamano per porci delle domande. In questi casi posso offrire loro una consulenza personale al telefono oppure decidono di venire in negozio in un secondo momento. Inoltre lo shop online è un'interessante integrazione per i clienti già acquisiti.

Come pagano i clienti in un concept store?
Un buon 70% paga con la carta di credito in negozio. Può capitare una volta a settimana che un cliente paghi in contanti. Quindi non abbiamo più bisogno di un grande registratore di cassa, ma ce la caviamo bene con un terminale per carte e un borsello per i contanti.

Una selezione di concept store svizzeri
MyCard vi propone 22 concept stores per il vostro prossimo shopping tour.

Categoria:

acquisti, moda, consigli

CONCORSO

In palio tre carte regalo di MediaMarkt   

Partecipate subito

Altri articoli