Ricercare e filtrare contenuti

Il trend dei succhi

L'ABC dei succhi di frutta e degli smoothie

Testo: Lena Grossmüller / Foto: iStock / 24.02.2017

Cavolo verde, mango, carota e tanto altro ancora – i succhi di frutta e gli smoothie sono di gran moda. È una formula che mette insieme lifestyle, atmosfera metropolitana e stile di vita sano. Ma cosa si nasconde dietro al trend degli smoothie?

A come al principio
Il trend degli smoothie ha cominciato a prendere piede in Europa e in Svizzera all'inizio del nuovo millennio sulla scia del movimento a favore della salute e del fitness. Lo smoothie è stato eletto ad alimento sano e versatile e in poco tempo è passato dai food blog alle cucine di casa. Ma l'idea alla base dello smoothie in realtà non è nuova: già negli anni '20 dello scorso secolo, al tempo del Proibizionismo, i ristoratori negli Stati Uniti offrivano smoothie da loro preparati nei juicebar. Il nome «smoothie» si è affermato come sinonimo di bevanda alla frutta solo negli anni '80 e inizialmente solo in America. Appena 40 anni più tardi, lo smoothie ha iniziato la sua marcia trionfale a livello mondiale.

B come bacca di Goji
Fino a circa due anni fa quasi nessuno conosceva le bacche di Goji. Oggi, invece, sono considerate la quintessenza dei cosiddetti «superfood», ovvero alimenti che esercitano un potere rivitalizzante grazie alle loro benefiche proprietà nutritive. Le bacche di Goji si distinguono in particolare per l'elevata concentrazione di sostanze vitali, i semi di chia per gli acidi grassi polinsaturi e le proteine, e le bacche di acai per la presunta azione antiossidante. Tutti questi «superfood» vengono utilizzati spesso e volentieri per preparare gli smoothie. 

Bacca di Goji

C come Coca Cola
Il trend degli smoothie ha prodotto tanti guadagni, ma anche tante perdite. Tra queste ultime si contano quelle del gruppo Coca-Cola, che ha visto ridursi ulteriormente il proprio fatturato totale. Negli ultimi anni sono soprattutto gli europei, particolarmente attenti alla salute, a preferire il succo e il tè all'appiccicosa limonata.

I come ingredienti
Fondamentalmente tutto ciò che piace è ammesso. Solitamente chi è alle prime armi con la preparazione degli smoothie preferisce sperimentare con vari tipi di frutta, come banane, ananas o fragole, mentre i più esperti scelgono cavolo verde, sedano e carote. Molto apprezzati sono i cosiddetti «green smoothie», per i quali si utilizzano prevalentemente frutta e verdura di colore verde, come gli spinaci a foglie, i broccoli o la menta.

J come juicebar
I juicebar sono i luoghi in cui si possono consumare succhi e smoothie. Questi locali alla moda nel frattempo hanno conquistato le grandi città di tutto il mondo. Nuovi format commerciali, come la catena danese «Joe & The Juice» che dal 2016 è presente anche in Svizzera, hanno contribuito in maniera determinante a questo sviluppo grazie al loro lifestyle stravagante. 

L come liquido
La maggior parte delle ricette degli smoothie prevede l'utilizzo di un liquido come base. L'acqua pura è la variante meno calorica, ma anche il latte di riso, canapa, mandorla e cocco sono delle alternative sane. Si possono usare anche succhi di frutta al naturale, mentre si sconsigliano i succhi di produzione industriale in quanto contengono più zuccheri che vitamine.

M come mixer
Per preparare uno smoothie c'è bisogno di un mixer, anzi di uno smoothie-maker. Con le sue lame affilate, questo utensile frulla frutta, verdura, erbe aromatiche o noci fino a ricavare il tanto amato succo denso. Oggigiorno tutti i principali marchi di elettrodomestici propongono un utensile per la preparazione degli smoothie. Un particolare: in molti casi il contenitore dello smoothie-maker è staccabile e può essere utilizzato come bicchiere per consumare la bevanda fuori casa. 

S come smoothie
Il nome smoothie deriva dal termine inglese «smooth» che significa cremoso, liscio. Contrariamente ai veri e propri succhi di frutta, negli smoothie si utilizza tutto il frutto o l'ortaggio, in alcuni casi persino la buccia.

Green Smoothie

Altri articoli