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Come acquisteremo online nel 2030?

Testo: Lena Grossmüller / Fotos: Jürg Waldmeier / Video: Safak Avci / 10.03.2017

Comodi, veloce, conveniente: gli acquisti online fanno furore. Ma come si svilupperà questo trend? Come acquisteremo nel 2030? MyCard ha incontrato Karin Frick, ricercatrice capo del Gottlieb Duttweiler Institut, per parlare del futuro degli acquisti online.

Ben presto un acquisto su cinque in Svizzera sarà effettuato in rete. Ma come sarà la situazione nel 2030?
Nel 2030 sarà normale procurarci online ciò di cui abbiamo bisogno. In futuro potrò cercare dei prodotti in rete, proprio come già oggi si fa con le informazioni, tutto sarà disponibile. Di conseguenza i negozi fisici perderanno d’importanza. Se avremo ogni cosa a portata di mano non sarà più necessario concentrare tanti prodotti in un solo luogo. Si potranno fare acquisti in ogni occasione, non più solo nelle vie dello shopping.

Cosa ne sarà dei negozi e delle vie dello shopping?
Non scompariranno, ma verranno usati in modo diverso. Continueranno a esserci occasioni in cui si avrà il desiderio di fare acquisti in un contesto tradizionale e folcloristico. Ma si tratterà piuttosto di esperienze in cui ci si immergerà in un mondo ben preciso. In futuro i negozi saranno maggiormente associati all'artigianato: qui si peseranno prodotti, si forgeranno gioielli e si cuciranno abiti. È una tendenza che si può osservare già oggi, ad esempio nelle vecchie farmacie, dove interi scaffali vengono riempiti con barattoli e vasi antichi. Penso che sia meraviglioso! Ma non c'è alcuna funzionalità, è tutto solo a scopo decorativo.

«Si potranno fare acquisti in ogni occasione, non più solo nelle vie dello shopping».

La ricercatrice capo Karin Frick delinea un cambiamento radicale negli acquisti.

Come cambierà esattamente il modo in cui faremo acquisti?
Penso che in futuro non si distinguerà più tra online e offline. Saremo sempre online, il mondo digitale e quello reale coincideranno, la parola chiave sarà Augmented Reality. Un primo cambiamento c’è già stato: prima per acquistare prodotti online ci si sedeva davanti al portatile in casa, oggi si può fare tutto ovunque ci si trovi grazie ai dispositivi mobili. In futuro si aggiun­geranno anche altre possibilità. Avremo lenti a contatto intelligenti e occhiali diversi da quelli odierni. Strizzando un occhio o strofinando con la mano si daranno comandi agli occhiali o si riceveranno informazioni da questi. Suppongo anche gli specchi nei camerini, a casa o in albergo diventeranno delle interfacce, degli schermi che ci daranno consigli sugli acquisti.

Come pagheremo online in futuro?
Ci saranno diversi mezzi di pagamento: i punti bonus, le miglia e i bitcoin. Tuttavia tutto sarà gestito tramite un sistema centrale, che saprà dove raccolgo punti e dove ci sono sconti. Il sistema ci conoscerà sempre meglio, ovvero saprà anche qual è il nostro budget. Insieme al sistema potrò decidere a quanto deve ammontare il mio budget per gli abiti o per le vacanze. Diventerà il mio assistente finanziario personale e gestirà tutto per me. Oggi consultiamo siti con varie offerte a confronto per trovare il volo più economico. In futuro non dov­remo più fare confronti, tutto sarà gestito dal sistema.

Dietro a questo sistema ci sarà la mia banca?
Ci si domanda infatti chi gestirà il tutto. Sarà uno dei big player, ad esempio Facebook, Google o Apple? O sarà la mia banca? Lo scopriremo nei prossimi anni. Fondamentale tuttavia è l'«assistente»: non avrò più tante singole app, ma un solo sistema. Come utente mi fiderò ciecamente del sistema, ma potrò comunque mantenere sempre il controllo, ad esempio avendo la possibilità di visionare ogni transazione in tempo reale. Saranno coloro che mi forniranno questo «assistente» ad avere una posizione privilegiata.

Quali nuove soluzioni logistiche ci saranno a livello di consegne?
Ci saranno sempre più possibilità: si effettueranno consegne in modo sempre più veloce, più preciso ed esattamente dove voglio io... magari con veicoli per le consegne a guida autonoma, sistemi automatizzati, ma anche droni. Già oggi molte soluzioni sono tecnicamente fattibili, i dubbi riguardano invece più che altro il quadro normativo e la sicurezza. Poi scopriremo se la società è già pronta per questo sviluppo.

«In futuro non ci saranno più siti web, ma solo mondi virtuali».

Come si svilupperà il software utilizzato per gli shop online?
Non ci saranno più siti web, ma solo mondi virtuali. Grazie a un modello 3D si potranno provare i capi di abbigliamento virtualmente, cioè senza doverli indossare materialmente. E il software si perfezionerà sempre più. Il sistema imparerà a conoscerci sempre meglio e sarà in grado di fare previsioni e proporre offerte con precisione sempre maggiore. Oggi non è ancora così sofisticato, infatti riceviamo sempre gli stessi annunci pubblicitari quando cerchiamo un prodotto – c'è ancora un ampio margine di miglioramento.

Quali saranno i megatrend che influiranno sul modo di fare acquisti in futuro?
Da una parte la personalizzazione, che ha già fatto sentire chiaramente il suo influsso negli ultimi anni. L'offerta sarà concepita perfettamente su misura per me, per la mia situazione. I prodotti di massa diventeranno così insignificanti. L'altro megatrend è la digitalizzazione. I mondi virtuali diventeranno più tangibili, più reali. La tentazione di rimanere in questo mondo sarà grande. Allo stesso tempo ci sarà anche una controtendenza: il desiderio di romanticismo, di emozionalità sarà sempre più forte. Dato che tutto si svolgerà a livello virtuale, apprezzeremo maggiormente i sensi, il tatto.

Sempre più offerte e possibilità di scelta personalizzate caratterizzeranno gli acquisti.

Quali suggerimenti darebbe a una persona che vuole creare uno shop online?
I negozi che riscuotono successo attualmente sono gli intermediari, che non hanno un proprio magazzino merci. Prenda ad esempio Alibaba, Amazon, Airbnb o Uber, svolgono solo una funzione di intermediazione. Si concepiscono più come aziende IT e conoscono alla perfezione i loro clienti. Per quanto riguarda la moda potrei immaginarmi una versione mista di negozio virtuale e fisico. Gli specchi nei camerini, a casa o in albergo li utilizzerei come interfacce di acquisto, come schermi che saranno anche in grado di dare consigli: questo sta bene insieme a questo, prendi anche questa sciarpa, questa collana, ecc.

Cosa consiglierebbe al titolare di un negozio fisico?
Dovrebbe puntare di più sull’esperienza di acquisto e giocare con il desiderio di romanticismo. E naturalmente deve fare in modo di allacciarsi al sistema: chi ha il controllo sui flussi di informazioni, lo ha anche sui flussi di merci.

Karin Frick
Karin Frick è ricercatrice capo e membro della direzione generale del Gottlieb Duttweiler Institut. Da 25 anni l'economista conduce indagini sulle tendenze e sulle controtendenze nell'economia, nella società e nel mondo dei consumi per conto del think tank con sede a Rüschlikon. In virtù dell'approccio interdisciplinare promosso dall'istituto, la 55enne collabora con un team di sei ricercatori e con esperti esterni, come ad esempio sociologi, storici, psicologi, economisti aziendali, informatici e ricercatori di mercato. Vive a Thalwil e ha due figli.

Categoria:

acquisti, elettronica, story

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